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SZÁSZ JENŐ IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELL'ISTITUTO PER GLI STUDI STRATEGICI NAZIONALI

Jenő Szász


Gentili signori e signore!

Solo l’amore esiste incondizionatamente, tutto il resto ha un’appendice.
Per sentire il caldo dobbiamo sperimentare il freddo.
Per gustare il dolce dovevamo assaggiare l’amaro.
Per scoprire la gioia, dovevamo conoscere il dolore.
E per trovare la luce, abbiamo dovuto attraversare l’oscurità.
Per arrivare alla Via della Gioia abbiamo dovuto percorrere la Via del Dolore.
E come la luce dà senso alle tenebre, La Via della Luce dà senso anche alla Via Crucis.

La Via Crucis non è completa senza la Via Lucis, così come neanche la Via Lucis non è completa senza la Via Crucis. Senza la Via Lucis, la Via Crucis sarebbe una strada dolorosa e senza speranza verso il plotone di esecuzione e il luogo dell’esecuzione. Se non ci fosse la risurrezione, la Via Crucis di Gesù – dal palazzo di Pilato fino alla tomba – non sarebbe diversa da una processione di esecuzione ordinaria, praticata tante volte in nome dell’imperatore dappertutto sul territorio dell’Impero Romano.

San Paolo apostolo scrive nella sua prima lettera ai credenti di Corinto: „se Cristo non è risuscitato, la nostra predicazione è senza fondamento e la vostra fede è senza valore”.


Gentili signori e signore!

Il cristianesimo si basa sulla fede nella risurrezione. La fede e la speranza nella risurrezione danno significato anche alla nostra vita. La risurrezione non distrugge la sofferenza e la morte, ma le dà senso. La storia della Chiesa ci insegna che nel corso dei secoli cristiani c’era un’eresia che predicava l’impossibilità della sofferenza di Gesù in modo umano, poiché era Dio. Infatti, da vero uomo, durante la sua vita terrena e anche sulla via verso la Golgota e sulla croce Gesù ha sperimentato tutto il tormento e il dolore dell’essere umano. Forse questo può spiegare e si può comprendere, perché un credente è più forte e tenace nei momenti più difficili della vita, durante le varie prove della vita. Perché i preti nelle carceri comuniste dell’Europa dell’Est erano capaci di sorridere ai loro aguzzini anche quando furono torturati?

La gioia di essere redenti nasce dal convincimento che non siamo lasciati mai soli nella sofferenza e nella difficoltà. Come scrive il teologo luterano tedesco, Dietrich Bonhoeffer, giustiziato nel campo di sterminio nazista: „a croce di Gesù non galleggiava sopra la terra, ma era fissata in terra.”


Gentili signori e signore!

La Via Crucis trova il suo vero significato nella Via Lucis –  nella risurrezione – e la pone sotto una luce diversa. Questo profondo pensiero teologico viene trasmesso in un linguaggio artistico dai due artisti. Sono particolarmente lieto che Párkányi Raab Péter, di cui abbiamo già potuto constatare l’impegno in occasione della mostra sulla Madonna, abbia chiesto questa volta a Sárba Katalin, specialista dell’Istituto per gli Studi Strategici Nazionali, di lavorare insieme.

Nella lettura degli artisti le espressioni usuali nel linguaggio comune, come sofferenza, morte e resurrezione significano guardare il mondo attraverso la Luce, scritta con maiuscola. Uno dei materiali più difficili da lavorare, la pietra, diventa fonte del messaggio liberatorio nell’arte di Párkányi Raab Péter. La pietra diventa così via di resurrezione, di gioia e luce verso noi, ammiratori di questa bellissima arte. La luce che passa attraverso la macchina fotografica di Sárba Katalin è capace di catturare un momento, che forse non ci viene nemmeno in mente, ma che ci fa vedere il mondo e gli uomini sotto una luce completamente diversa.

Tutto ciò testimonia la fede profonda degli artisti e, dall’altro, significa una formulazione nuova, concisa, essenziale del cristianesimo, che mostra al mondo brancolante nel buio, chiuso in se stesso, che chiunque si apre al suo mesaggio sarà accompagnato dalla benedizione di Dio. Domani è la festa di San Francesco d’Assisi. Vi saluto con il suo messaggio: „ch'io porti la fede, Dove è tristezza, ch'io porti la gioia”


Grazie per la Vostra attenzione!


Discorso di apertura della mostra collettiva Via Lucis – La Via della Resurrezione, della Gioia e della Luce dello scultore premiato del Premio Kossuth, Párkányi Raab Péter e della fotografa Sárba Katalin.

Budapest, Ungheria, 03. ottobre 2022

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